LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica

La Francia globale si gioca nel mare nostrum

di Nicolas MAZZUCCHI

La Francia globale si gioca nel mare nostrum

Autore: Nicolas MAZZUCCHI


SI GIOCA NEL MARE NOSTRUM di Nicolas MAZZUCCHI 1.## GRAN PARTE DELLA STORIA DELLA MARINA nazionale francese, che nel 2026 celebrerà il suo 400° anniversario, è stata segna-ta dalla frattura tra Mediterraneo e Atlantico. Durante l’ancien régime esistevanoinfatti una Marina del Levante e una del Ponente e il loro coordinamento, quandole circostanze lo richiedevano, creava diffcoltà considerevoli. Quanto accaduto aTrafalgar nel 1805 ne è un esempio illustre, benché non l’unico. Questa divisioneha sempre rispecchiato anche una particolare visione geopolitica francese dellequestioni navali, oscillante tra una proiezione verso ovest e una verso sud, con unacontinua alternanza di priorità tra queste due direttrici fondamentali.Oggi le priorità strategiche di Parigi non sono più così caricaturalmente atlan-tiche o mediterranee. La Revue nationale stratégique ha ribadito nel 2025 il carat-tere globale della proiezione geopolitica francese e l’importanza in questo quadrodell’area euroatlantica, dunque anche del Mediterraneo, sulla cui stabilità gravanooggi minacce dirette e indirette. Il perimetro di manovra della Marina francesecomprende in larghissima parte questa regione, nelle tre dimensioni dell’azioneunilaterale, bilaterale e multilaterale, in particolare all’interno dell’Unione Europea.

esempio, ha puntato su fregate moderne – Sigma e Fremm – segnalando la vo-lontà di dotarsi di strumenti equivalenti a quelli delle Marine europee. Algeri, checontinua a mantenere un rapporto privilegiato con lo storico partner russo, haacquistato sottomarini a propulsione diesel-elettrica classe Kilo-Improved, capacidi lanciare temibili missili antinave e da crociera Kalibr, oltre alle fregate Meko-200, di progettazione tedesca. Infne, Il Cairo ha acquistato portaelicotteri anfbieclasse Mistral, originariamente destinate alla Russia, affermando così le proprieambizioni marittime.Lo scenario nel Mediterraneo orientale appare meno frenetico, con la signi-fcativa eccezione di Israele, che continua a rafforzarsi in particolare nel settoresottomarino. Discorso diverso va fatto per i paesi europei, tra i quali la corsa allearmi navali è evidente. Proprio l’Italia rappresenta il caso più evidente, seguita daFrancia e Grecia. L’attore in più rapida crescita è tuttavia la Turchia. Oggi Ankara –dopo una fase iniziale nella quale si è dotata di navi di vecchia gestazione francesie statunitensi – ha avviato ambiziosi programmi nazionali. Su tutti il progetto Mil-gem per le unità di superfcie, che evidenzia come i turchi stiano trasformando lapropria Marina da forza costiera in fotta d’alto mare. Tali ambizioni sono incarnatedalla nave portaerei anfbia Tcg Anadolu, attualmente in fase di riconfgurazionecome portaerei per droni.Non si può discutere di Mediterraneo e di sicurezza regionale senza considera-re il ruolo della Russia. La dissoluzione del potere incarnato dalla famiglia Asad allafne del 2024 ha comportato un immediato riposizionamento delle forze moscovi-te, con un parziale ritiro dalle basi di ¡ar¿ûs e Latakia. Dal punto di vista del Crem-lino, il Mediterraneo non rappresenta ora una priorità strategica, come evidenziatodalla revisione della Strategia marittima nel 2022, che individua nell’Artico e nelPacifco le aree di importanza primaria, ma continua evidentemente a costituire unimportante teatro d’azione. La Russia svolge infatti un’azione strategica di disturbonei confronti dello spazio euroatlantico. E il mare non fa eccezione. Non è quindida escludere la possibilità di azioni ibride sotto la superfcie marina e nei fondali,come già accaduto nel Baltico. Ecco perché il dispiegamento di navi russe di sorve-glianza e raccolta informazioni o di unità oceanografche come la Yantar andrebbemonitorato con particolare attenzione. Insomma, il riposizionamento delle forze diMosca nel Mediterraneo, in particolare nella sua sponda meridionale, rappresentaun tema cruciale per le Marine della Nato.Oltre alle questioni legate alle ambizioni degli attori coinvolti, il Mediterraneopone questioni di sicurezza che nel caso della Francia ricadono in gran parte sottola competenza della Marina. La protezione di un ambiente già compromesso, siadal fenomeno storico della pesca eccessiva sia dall’accelerazione dei cambiamenticlimatici, rappresenta in questo senso un fattore di assoluto rilievo. A tale sfda siaggiunge quella della lotta contro l’inquinamento, in un contesto nel quale i traffcimarittimi civili – specialmente il trasporto di idrocarburi e container – rimango-no straordinariamente importanti: il Mediterraneo è infatti crocevia essenziale traEuropa e Indo-Pacifco. Ecco perché la progressiva diminuzione delle forniture

di idrocarburi dalla Russia ha determinato una «decontinentalizzazione» dei fussienergetici europei, con una forte crescita della quota dei fornitori meridionali (Al-geria, Nigeria), dei transiti attraverso il Mar Nero (Kazakistan, Uzbekistan) e delleimportazioni dall’Indo-Pacifco in senso lato (Qatar, India).La protezione contro atti ostili diretti verso i traffci tra le due sponde mediter-ranee resta dunque una costante dell’azione delle Marine europee. Tra le attivitàricorrenti, che assorbono risorse ma risultano essenziali per la difesa dello spazioeuroatlantico, occorre segnalare la prosecuzione dell’Operazione Irini, il cui man-dato è stato prorogato fno al 2027, ma anche la lotta contro la tratta di esseri umanidall’Africa verso l’Europa e le operazioni antidroga.

Saint-Martin

Saint-Barthélemy

Saint-Pierre e Miquelon

Martinica

Guyana

Clipperton

Polinesia Francese

Wallis e Futuna Juan de NovaBanc du Geyser### Isole Gloriose

Mayotte

Tromelin

Riunione

Isola Europa

Bassas da India

Guadalupa

Isola Nuova Amsterdam

Isole Crozet

Isola Saint-Paul

Kerguelen

Nuova Caledonia

Fonte: Bruno Tertrais et Delphine Papin - Atlante delle Frontiere, Torino 2018 Add Editore

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no 2022, l’Europa orientale ha sostituito l’Indo-Pacifco come priorità strategica,ma la progressiva «decontinentalizzazione» dei fussi energetici ha consolidatoil ruolo dei partner economici dell’Oceano Indiano nord-occidentale (PenisolaArabica e India) quali fornitori alternativi alla Russia di petrolio, gas e prodottiraffnati. Perciò l’attenzione verso il Mediterraneo non è mai venuta meno. Alcontrario: la sua importanza per il sistema economico europeo non ha fatto checrescere. E negli ultimi tre anni il collegamento tra Oceano Indiano e Mediter-raneo, specialmente attraverso il Mar Rosso, ha acquisito un valore strategicosempre più marcato.È quindi necessario parlare di un «quadro strategico mediterraneo-indo-pa-cifco», poiché in questo ampio spazio le sfde e le minacce sono strettamenteinterconnesse. La crisi del Mar Rosso, innescata dall’attacco degli õûñø nell’autunno2023, ha mostrato all’opinione pubblica l’importanza vitale di questo passaggio. Leprincipali compagnie di navigazione si sono rapidamente ingegnate per cambiarele rotte, ma europei e statunitensi hanno reagito con prontezza. L’Unione Europeaha lanciato l’Operazione Aspides e gli Stati Uniti l’Operazione Guardiano dellaprosperità, con regole di ingaggio differenti ma un obiettivo comune: proteggere ilcommercio tra Asia ed Europa diretto verso il Mediterraneo.L’Operazione Aspides, cui Francia e Italia partecipano attivamente, ha prodot-to risultati decisamente positivi. Sono stati intercettati numerosi droni e missili õûñøforniti dall’Iran, mantenendo libero il passaggio alle navi mercantili. Le minacceaeree hanno confermato l’effcacia delle dotazioni francesi e italiane – fregate Ho-rizon e Fremm – i cui sensori ed effettori si sono dimostrati particolarmente effcaci.Peraltro le Fremm, già apprezzate per le capacità antisommergibile, hanno offertoottime prestazioni nella difesa anti-aerea, grazie ai missili Aster.Sull’altra sponda del Mediterraneo, verso l’Africa occidentale, la Marina france-se prosegue la cooperazione con quelle dei paesi del Golfo di Guinea nell’ambitodell’Operazione Corymbe, focalizzata sul contrasto ai traffci illegali e alla pirateria.Tale missione, avviata nel 1990, include una componente di addestramento e for-mazione dei partner. La sua utilità non è mai stata messa in discussione.Le minacce di basso livello – come la pirateria e i traffci illeciti – richiedonocapacità molto diverse da quelle impiegate nel Mar Rosso. Quanto accade in Africaoccidentale sarà forse meno considerato dai media, ma non deve essere sottova-lutato, poiché incide direttamente sulla stabilità del Mediterraneo e dell’Europa. Ilrafforzamento delle competenze navali africane – nonostante il ritiro francese dalSahel – è tra gli obiettivi fondamentali di Parigi.

menti multinazionali, come quando nel 2024 la Fremm Bretagne ha operato conil gruppo portaerei Cavour. Nel contesto franco-italiano, nel 2024 le esercitazioniincrociate Polaris (Francia) e Mare Aperto (Italia) hanno permesso ai due alleati dicollaborare ad alta intensità.L’asse Parigi-Roma resta strutturale. Ma la moltiplicazione dei partenariati stra-tegici, come quello franco-greco sancito nel 2021 con l’acquisto dei Rafale e dellefregate da parte di Atene, è fondamentale per la sicurezza collettiva. Le esercita-zioni multinazionali focalizzate sulle contromisure mine (Cmm) – come OlivesNoires – sono una delle basi importanti di questa cooperazione. I dialoghi strate-gici mediterranei, in pausa da qualche anno, andrebbero rilanciati per migliorarela cooperazione tra gli attori nel contesto del crescente riarmo navale. Nonostantequesta stagnazione diplomatica, alcune iniziative congiunte persistono. Lo dimo-stra l’esercitazione di sicurezza marittima Sea Border 25 di quest’anno: esempiodi una «cooperazione dal basso» che resta essenziale per mantenere un livello disicurezza ottimale nel Mediterraneo.

Determinante è il tipo di portaerei. Da un punto di vista generale, ne esisto-no tre confgurazioni. Navi come il Queen Elizabeth o il Cavour possono ospitareunicamente aeroplani a decollo corto ed elicotteri e sono molto comuni poichérichiedono minore complessità tecnologica. C’è poi la confgurazione con cavid’arresto e piano inclinato per il decollo, che permette l’utilizzo di aerei come iSu-33. E infne ci sono portaerei con catapulte e cavi d’arresto, che consentonol’impiego di aerei d’attacco pesanti come il Rafale o l’F-18 e di velivoli specia-lizzati nella guerra elettronica. Solo quest’ultimo tipo può essere consideratorealmente completo.La forza di un gruppo aeronavale dipende dalla sua mobilità e dal coordi-namento. Entrambi questi fattori richiedono energia. Si capisce così il vantaggioofferto dalla propulsione nucleare, che riduce drasticamente la dipendenza dalrifornimento in mare. Per esempio, il consumo di petrolio del Liaoning cinese edel Cavour limita il loro raggio d’azione. Le imbarcazioni logistiche e le petrolierecostituiscono bersagli vulnerabili e richiedono protezione. Ridurne il numero au-menta la solidità dell’intero dispositivo. Anche per questa ragione Pechino consi-dera di optare per la propulsione nucleare per le future classi di portaerei di tipo# 004. Tale scelta permetterebbe anche di far funzionare le catapulte a propulsione elettromagnetica, ad altissimo dispendio energetico.Un altro punto rende il Charles de Gaulle di qualità superiore. La Marina fran-cese ha di recente inserito al suo interno un data hub in grado di raccogliereun’enorme mole di dati e di attuare un’interconnessione avanzata tra sistemi in-formatici. Si tratta di uno sviluppo indispensabile per mantenere una superioritàaeronavale. Ed è stato possibile soltanto grazie all’alimentazione energetica fornitadai reattori a bordo della nave. In sintesi, il data hub non impatta sulle scorte dicarburante del gruppo aeronavale.Le sfde marittime, vicine e lontane, richiedono una capacità di azione navalecompleta e credibile. Centrale da questo punto di vista è Tolone, il principale portomilitare francese, che ospita il gruppo aeronavale guidato dalla portaerei Char-les de Gaulle, i sottomarini nucleari d’attacco e le portaelicotteri anfbie. Signifcache gran parte della potenza aeronavale francese è concentrata nel Mediterraneo.Tolone è anche un punto cardine della deterrenza atomica nazionale: i Rafale-Mimbarcati sul Charles de Gaulle possono trasportare il missile nucleare Asmp-A.Insieme a Brest, Tolone occupa quindi un posto importante nell’architetturadella deterrenza nucleare francese. E la Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che si affac-cia sul Mediterraneo, rappresenta la prima regione militare della Francia per con-centrazione di mezzi navali, terrestri e aerei.

collettiva. Francia, Regno Unito e Italia – le principali potenze marittime dellaregione – l’hanno compreso. E il dispiegamento delle loro capacità navali testi-monia la volontà di garantire la stabilità dell’asse tra Mediterraneo e Indo-Pacifco.Da questo punto di vista la presenza aeronavale permanente di alleati europei daGibilterra a Malacca resta un fattore centrale. In particolare nel Mar Rosso, doveè stata messa in discussione la capacità dell’Occidente di assicurare la libertà deimari: il successo di Aspides dimostra la forza delle potenze mediterranee, in par-ticolare di Francia e Italia.Mare di sorveglianza, mare di azione, mare di cooperazione. Il Mediterraneo,in senso stretto e allargato, resta al centro della proiezione internazionale francese.E la Marina è naturalmente lo strumento chiave di tale proiezione: dalla diplomazianavale alla cooperazione tra alleati e partner, fno alla deterrenza strategica offertadall’unica portaerei nucleare non statunitense al mondo, il Charles de Gaulle. (traduzione di Alba J. Verrecchia)

Svezia, Norvegia e Finlandia potenziano porti, ferrovie, strade.Obiettivo: assicurare lo spostamento di truppe e mezzi militaridall’Atlantico alla frontiera con la Russia. Sfide e opportunità delcambiamento climatico in Artico. I legami coi progetti europei.